Secondo uno studio condotto dall’Ordine degli Architetti e presentato al Ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione Brunetta, la digitalizzazione delle pratiche amministrative farebbe risparmiare l’80% del tempo necessario alla loro gestione, dimezzerebbe i costi per l’amministrazione e sarebbe garanzia di trasparenza.
Il modello di alcune esperienze pilota, come quella del Comune di Venezia, dove da settembre sarà possibile presentare la Dia in via telematica, si è dimostrato efficace; tuttavia questo processo si scontra con una serie di difficoltà pratiche e finanziarie che la pubblica amministrazione non è ancora pronta ad affrontare:
- non è ancora possibile restituire con un timbro o una firma virtuale documenti già inviati telematicamente,
- gli archivi ufficiali non sono ancora completamente registrati telematicamente e quelli che lo sono hanno una durata limitata nel tempo, così che per essere sempre accessibili i documenti devono continuamente essere rieditati,
- la maggior parte dei dipendenti della Pa, anche per via dell’età media elevata, rifiuta una rivoluzione di tale portata.
Antonio Gatto, presidente dell’Ordine degli Architetti di Venezia auspica quindi la promozione di un modello unico, elaborato con l’aiuto dell’Anci e del Ministero, da proporre a tutti i comuni e che possa essere poi adattato alle situazioni locali.
“Certo c’è il problema delle amministrazioni che debbono mettere in rete tutta la cartografia e i riferimenti normativi – ammette Gatto – e questo richiede tempo, risorse umane e finanziarie. ma ogni procedura costa oggi mediamente 300 euro: se la digitalizziamo il costo si dimezza e con questo risparmio si potrebbe finanziare l’adeguamento delle strutture non ancora pronte”.















